Nel dicembre 2019, la Commissione europea ha presentato lo European green deal, un piano d’azione volto a sostenere una crescita economica sostenibile nei prossimi anni, promuovendo l’uso efficiente delle risorse e la riduzione dell’inquinamento, con il quale l’Europa intende proporsi come guida a livello globale per i temi green, diventando il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050. Le risorse del Next generation Eu rappresentano un’opportunità senza precedenti per favorire una reale ripresa economica sostenibile del Paese per la cui riuscita sono imprescindibili sia il contributo di indirizzo del settore pubblico sia la capacità industriale e di investimento del settore privato. Loading….Entro il 30 aprile 2021 l’Italia dovrà presentare il Piano nazionale di ripresa e resilienza per accedere ai fondi del Next generation Eu che, per il nostro Paese, ammontano a oltre 200 miliardi di euro. L’accesso alle risorse del Recovery plan potrà essere fondamentale anche per supportare investimenti in progetti particolarmente innovativi e fisiologicamente ad alto rischio che un’azienda non sarebbe disposta a supportare in toto senza una contribuzione, almeno parziale, dell’investimento. Un esempio, nell’ambito dell’economia circolare, riguarda gli impianti waste-to-chemical, che potrebbero aiutare a chiudere il ciclo nel settore dell’ambiente, riducendo lo smaltimento in discarica per i rifiuti non recuperabili e producendo bio combustibili. Il Recovery plan potrà quindi fungere da volano nel settore delle multiutility per integrare gli investimenti già previsti nonché per rinforzare le già solide capacità industriali e di innovazione delle imprese, anche nella prospettiva di affermare una leadership tecnologica in ambito continentale; inoltre, ogni investimento realizzato dalle utilities in infrastrutture/green economy produce un effetto moltiplicatore rilevante sul Pil. Le utilities possono avviare investimenti per 50 miliardi di euro in 5 anni e attivare 400 mila potenziali nuovi posti di lavoro, innescando un forte impatto indiretto sul territorio, in primo luogo sulla filiera del ciclo dei rifiuti che vedrà un allargamento del recupero a tutte le frazioni di materia e il supporto all’avvio di nuove filiere circolari.


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