Vaccini Covid, Italia e Europa perdono il derby con gli Usa. Ecco perché

Intanto le risposte dei singoli Paesi però con gli Stati Uniti che ad oggi stanno vincendo nettamente il derby delle somministrazioni con l’Europa. Dopo la disastrosa risposta alla pandemia dell’amministrazione guidata da Donald Trump, con il tragico record mondiale dei decessi, gli Usa stanno immunizzando i cittadini a un ritmo molto più veloce di qualsiasi altro Paese dell’Ue, che al contrario sta palesando enormi inefficienze, eccessiva burocrazia e soprattutto scarso coordinamento tra gli Stati. Gli Usa vaccinano a un ritmo impressionante con una media di 2.489.697 dosi al giorno, che ha consentito di vaccinare con una prima dose 82 milioni di cittadini e altri 44 milioni che hanno già ricevuto la seconda dose e sono completamente vaccinati. Gli Usa hanno per così dire “Gettato soldi sul problema”, sovvenzionando generosamente le case farmaceutiche per accelerare la velocità della sperimentazione e della produzione. Ma ha affidato il negoziato sui contratti alla Commissione europea, che non aveva alcuna esperienza in materia e si era solo occupata di negoziati commerciali: il focus principale dei negoziatori di Bruxelles con le case farmaceutiche stato infatti di spuntare il prezzo più basso. Il suo intervento del 10 febbraio scorso un preciso, puntuale e circostanziato atto d’accusa nei confronti della presidente della Commissione e della strategia messa in campo per contrastare la pandemia. Ad oggi gli Stati Uniti ad esempio hanno adottato una politica di assoluto protezionismo e non hanno esportato una sola dose di vaccino riservati per la homelan, dove la campagna di vaccinazione ha coinvolto tutti: partner pubblici e privati, l’esercito e la protezione civile, le farmacie e i dentisti, gli studenti di medicina e i veterinari e le prenotazioni si fanno su un sito unico.


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