Vaccino, mancano le dosi: in Italia resta soglia 200mila somministrazioni al giorno

Ma in Italia la soglia delle somministrazioni non potrà andare oltre le 200mila al giorno anche in questa settimana: non ci sono abbastanza fiale per correre di più. Ma su quest’ultimo caso la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici pone i suoi paletti: «il medico dev’essere presente in ogni sede vaccinale, comprese le farmacie e le parafarmacie» per raccogliere il consenso informato e garantire l’intervento in caso di necessità. Le inoculazioni viaggiano in ogni caso a fasi alterne, con numeri sparsi anche in merito alle categorie immunizzate: la Toscana ad esempio – denuncia Stefano Mugnai, vicepresidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera – indietro sugli over 80 mentre altri hanno raggiunto una copertura del 40-50% degli anziani. Anche per questo in programma c’è una piattaforma nazionale di supporto alle Regioni per le prenotazioni, di raccordo tra i vari territori e che possa omogeneizzare la campagna in tutto il Paese. «Non possibile avere 21 sistemi sanitari regionali che vanno in ordine sparso e che una piattaforma dedicata alla vaccinazione non abbia funzionato, considerato che ci sono mesi di lavoro dietro», tuona il vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri, soprattutto dopo il caso in Lombardia per il malfunzionamento del sistema informatico Aria e gli sms non pervenuti per le convocazioni all’hub di Cremona. Sileri resta comunque convinto che «per la fine dell’estate credo che sarà completata la campagna per coloro che desiderano vaccinarsi a patto che non vengano fuori delle varianti che eludono i vaccini esistenti». Lo stesso presidente del Cts e del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, ribadisce: un vaccino sicuro dai 18 anni in su e non ci sono motivi per avere esitazioni, basta vedere i numeri in Gran Bretagna dove dieci milioni lo hanno già ricevuto e la mortalità si ridotta del 90%. Il messaggio forte vacciniamoci».


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