Covid, terapie intensive piene in mezza Italia, 12 regioni oltre soglia del 30%: dalla Lombardia all’Umbria

I ricoveri di pazienti Covid nei reparti italiani tornano sopra la soglia d’allerta del 40%. A mostrarlo sono i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali riferiti a ieri, da cui emerge come i pazienti positivi al Sars-Cov-2 siano ora il 42% di quelli ricoverati in Medicina interna, Infettivologia e Pneumologia. APPROFONDIMENTI. Continuano a crescere i posti letto occupati da pazienti Covid nelle terapie intensive, che sono ora pari al 38% e già da quasi due settimane oltre il livello d’allerta del 30%. La soglia del 30% per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30/4/2020. Il numero degli stessi fa riferimento ai dati trasmessi periodicamente dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano al Ministero della Salute. Sono 12 le regioni che superano la soglia critica del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid e oltre la quale diventa difficile la presa in carico degli altri malati: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Provincia autonoma di Trento, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria. Anche la Lombardia ha i parametri oltre soglia: l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva il 57% rispetto ai posti letto disponibili. L’ Umbria ha il 52% dei posti in terapia intensiva occupati. Questo grafici mostrano un sistema sanitario in affanno, cioè quando reparti di medicina interna, infettivologia e pneumologia superano la soglia critica del 40%, individuata dal Decreto del Ministero della Salute e oltre la quale diventa difficile la presa in carico degli altri malati.


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