Covid, per gli scienziati andare a scuola non aumenta i contagi. Azzolina: avevo ragione, tutti in classe dopo Pasqua

Ora, però, da uno studio pubblicato dal Corriere della Sera on line che incrocia le cifre della Protezione Civile, del ministero e delle Aziende sanitarie risulterebbe che non c’è una correlazione significativa tra contagi e scuola in presenza. Nel dettaglio, analizzando i tassi di contagio della popolazione per fasce d’età a partire dai mesi autunnali, l’incidenza di positivi tra gli studenti inferiore di circa il 40% per le elementari e medie e del 9% per le superiori rispetto a quella della popolazione generale. Come anche significativo che alla riapertura delle scuole non corrisposta una crescita della curva pandemica: i contagi salgono per le classi di età 20-59 anni e solo dopo due o tre settimane tra gli adolescenti. “Questa mastodontica ricerca, numeri alla mano,”scagiona” la scuola rispetto all’impennata di contagi di ottobre e novembre e conferma quanto abbiamo sostenuto per mesi: la scuola non a rischio zero ma resta uno dei luoghi più sicuri. La grillina ora si augura “Che almeno dopo Pasqua non ci siano dubbi sulla riapertura delle scuole. Se pensiamo alle conseguenze anche psicologiche che stanno pagando studenti e studentesse, la ricerca citata in questo articolo ci conferma una cosa: chiudere più rischioso che aprire”. In cui la leader di Fdi Giorgia Meloni ha detto che “Lo studio di un gruppo di epidemiologi, medici, biologi e statistici dimostra che la scuola uno dei luoghi più sicuri rispetto alle possibilità di contagio. Il Governo ha il dovere di agire convocando i ricercatori per approfondire e trovare soluzioni”. “Giorgia Meloni, a sua insaputa, sta confermando che abbiamo fatto un gran lavoro per rendere le scuole italiane sicure – ha detto l’on. Lucia Azzolina – Ora fa comodo sostenerlo, ma le battaglie se sono giuste si fanno a prescindere dalle convenienze”.


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