Come stanno scrivendo il Recovery Plan

Tra le numerose questioni di cui si deve occupare il governo di Mario Draghi, insediato da circa un mese, due priorità sono probabilmente sopra tutte le altre: la riformulazione della strategia italiana per contenere la pandemia e la scrittura del cosiddetto Recovery Plan, cioè il piano dettagliato di misure che l’Italia deve presentare alla Commissione Europea per consentire il trasferimento di centinaia di miliardi di euro stanziati nell’ambito del progetto Next Generation EU, noto come Recovery Fund. Questi miliardi saranno fondamentali per il rilancio dell’economia dell’Italia e di tutta l’Unione Europea, e il piano che delinea come il governo intenda allocare i fondi e quali saranno le principali voci di spesa uno dei documenti principali dell’operazione. Il nome formale del Recovery Plan Piano nazionale di ripresa e resilienza e il governo ha poco tempo per formularlo: il limite massimo imposto dalla Commissione Europea ai paesi membri per la consegna dei piani il 30 di aprile, tra meno di un mese e mezzo. Senza il tempo per riscrivere materialmente tutto il piano, il nuovo governo ha accentrato la struttura che si occupa della sua redazione, per rendere il processo più efficiente, e sta lavorando per migliorare le fasi di realizzazione e di gestione dei progetti. Cos’è il PNRR, brevementeIl PNRR il documento che il governo italiano deve presentare alla Commissione Europea per dettagliare il modo in cui intende spendere i soldi del Recovery Fund, che per l’Italia ammontano a poco meno di 200 miliardi di euro. La gestione del piano stata centralizzata in maniera consistente: il ministero dell’Economia, con il suo gruppo di lavoro, si preso il ruolo di coordinamento di tutto il PNRR, e la collaborazione più serrata avviene soltanto con pochi ministri selezionati, tra cui spicca Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica. Significa che, per esempio, se l’Italia intende usare una porzione dei fondi per costruire un nuovo ponte sul Po dovrà aver già chiuso tutti i contratti per la costruzione entro il 2023, e aver completato il ponte entro il 2026.


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